• mercoledì, novembre 25th, 2009
7.319 views

ecopassLe violazioni amministrative successive alla prima non sono valutate, ai fini della reiterazione, quando sono commesse in tempi ravvicinati e riconducibili ad una programmazione unitaria

Dalla dinamica dei fatti emerge, con tranquillante certezza, che le trasgressioni ascritte alla ricorrente hanno solo l’apparenza della molteplicità mentre nella sostanza, in quanto commesse in tempi ravvicinati e in esecuzione di un unico “atteggiamento” mentale di lettura non particolarmente attenta della nuova segnaletica, possono essere valutate come unitaria condotta di durata: ciò perché le violazioni successive costituiscono nient’altro che una scansione, diluita nel tempo, della prima, piuttosto che condotte oggettivamente e soggettivamente autonome.
Ne consegue che ad un fatto unitario, per quanto affermato dalla Corte Costituzionale, deve giocoforza corrispondere un’unica sanzione, cui, tuttavia, non esclude la molteplicità dei procedimenti di notificazione delle sanzioni, sicché la ricorrente dovrà essere condannata a pagare le relative spese.


G.d.P. di Milano, Sez. IX civile sentenza del 09.07.2009

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
GIUDICE DI PACE DI MILANO
NONA SEZIONE CIVILE
Avv. Giuseppe Molinari
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nel procedimento civile avente ad oggetto “opposizione a sanzione amministrativa ex legge 24 novembre 1981, n. 689″, iscritto al n. 52970/08 del R.G. e deciso all’udienza del 30/04/09
Tra
Co.To., residente in Bergamo (BG), via (omissis), rappresentato e difeso, giusta procura in calce all’atto di opposizione, dall’avv. En.Co. del Foro di Bergamo Milano, via (omissis) e, ai fini del presente ricorso, elettivamente domiciliato in 20122 Milano presso la Cancelleria del Giudice di Pace di Milano, via (omissis)
Ricorrente
E
Comune di Milano, in persona del Sindaco, domiciliato per la carica in Milano, Palazzo (omissis)
Resistente
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto depositato in data 28/07/08, il ricorrente proponeva ricorso avverso nove verbali di contestazione, come meglio specificati nel foglio allegato che, siglato da questo giudicante, viene allegato al verbale e alla presente sentenza, elevati tutti dalla Pl. di Milano, per la violazione di cui all’art. 7, comma 14, del C.d.S., per avere circolato, alla guida dell’autovettura (omissis) tg. (omissis) in Milano, via (omissis), in zona a traffico limitato – Ce. – senza avere attivato l’Ec. corrispondente alla categoria d’inquinamento.
A sostegno del gravame, il ricorrente, tra le altre eccezioni, condivisibili, ma non rilevanti, ha eccepito l’assoluta buona fede di possedere un’autovettura ecocompatibile e, pertanto, di non dovere pagare alcun tiket d’ingresso. Da una specificazione del catalogo (omissis) e da una pubblicazione della rivista Qu., la sua autovettura risultava appartenere alla categoria Euro 4 e, pertanto, esente da tiket. Ma, ancora, nel certificato di proprietà della stessa autovettura è riportata l’annotazione “veicolo con dispositivo antinquinamento”. Ha chiesto, pertanto, previa sospensione dell’efficacia degli atti opposti, in via principale, l’annullamento dei verbali e, in subordine l’applicazione dell’art. 8 bis della legge n. 689/81.
Nelle more del giudizio, si costituiva in cancelleria parte opposta che chiedeva il rigetto del ricorso ed eccepiva che il ricorrente, qualora l’Amministrazione fosse stata assente in udienza, non avrebbe potuto eccepire nuove motivazioni non ammissibili.
Il G.d.P., con ordinanza ritualmente notificata al ricorrente e alla parte resistente nelle rispettive sedi, nell’accogliere l’istanza cautelare, disponeva con decreto la comparizione delle parti per l’udienza del 20/04/69, poi rinviata di ufficio al 30/04/09.
In detta udienza il procuratore della ricorrente si riportava ai motivi del ricorso, mentre parte resistente non compariva.
Il G.d.P., sentita la discussione, esaminati gli atti, ritenuta esaustiva l’istruttoria, decideva la causa, leggendo in udienza il dispositivo della presente sentenza, ai sensi dell’art. 23 della legge n. 689/81 e della sentenza della Corte Costituzionale n. 534/90.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il ricorso è in parte fondato e, in questa misura, va accolto.
In via preliminare si osserva che è infondata l’eccezione di parte opponente relativa alla classe di appartenenza della sua autovettura.
E’ vero che la stessa appartiene alla classe Euro 4, ma tale classificazione l’assegna alla categoria Euro 2 e, quindi, non ecocompatibile e soggetta al pagamento del tiket nella misura di Euro 5,00 giornalieri.
Ma è anche vero che tale peculiarità tra classe Euro 4 e categoria Euro 2, ha contribuito non poco a confondere gli utenti della strada e a giustificare, forse, la loro buona fede.
Ritiene questo giudicante, tuttavia, che, trattandosi di transito in zona a traffico limitato, sia pure per Ec. (ndr. trattasi sempre di zona a traffico limitato; le ragioni del “limite” sono irrilevanti ai fini della classificazione della zona stessa), nella valutazione della condotta della ricorrente, sia possibile tener conto di un recente indirizzo espresso dalla Giurisprudenza della Corte Costituzionale. La Corte, infatti, con Ordinanza n. 10 – 26/1/2007, n. 14, nel dichiarare la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale, sollevata, in relazione al principio di ragionevolezza ex art. 3 Cost., dal giudice di pace di Milano verso l’art. 198, comma secondo, del C.d.S., escludente l’applicazione del concorso formale per le violazioni commesse nelle zone a traffico limitato, ha evidenziato come l’organo remittente non avesse motivato circa l’applicabilità o meno del dettato dell’art. 8 bis, quarto comma, della legge n. 689/81, secondo cui “le violazioni amministrative successive alla prima non sono valutate, ai fini della reiterazione, quando sono commesse in tempi ravvicinati e riconducibili ad una programmazione unitaria”.
Per la Corte, insomma, l’errore del giudice remittente è stato quello di avere eccepito l’incostituzionalità senza spiegare le ragioni per cui, nel caso esaminato, non avesse ritenuto configurabile “non solo un’unica condotta,, ma anche un’unica violazione … dal momento che non ad ogni accertamento deve necessariamente corrispondere una contravvenzione, trattandosi di condotte (ndr. la circolazione in zona vietata) di durata”.
Ad avviso di questo giudicante, l’Ordinanza richiamata – che ribadisce l’esigenza che gli organi giurisdizionali subordino le eccezioni di incostituzionalità all’esito negativo del previo accertamento della c.d. “interpretazione adeguatrice” (ndr. come dire della ricerca dell’interpretazione della nonna più aderente al dettato costituzionale e in grado di evitare il ricorso al giudice delle leggi) – offre la giusta chiave di lettura anche del caso in esame.
Dal suddetto orientamento giurisprudenziale si ricava che la norma del comma quarto dell’art. 8 bis della legge n. 689/81, limitandosi ad escludere l’applicabilità dell’Istituto della reiterazione alle violazioni “commesse in tempi ravvicinati e riconducibili ad una programmazione unitaria”, lascia all’apprezzamento discrezionale dell’organo giudicante di valutare le condotte sottoposte al suo esame:
1. come un unitario fatto di durata, a cui fare corrispondere sul piano sanzionatorio un’unica violazione;
2. come più violazioni della stessa disposizione conseguenti alla medesima azione – base, a cui fare corrispondere sul piano sanzionatorio:
2.1 altrettante violazioni, ove si tratti di “aree pedonali urbane” o “zone a traffico limitato”, per le quali la disciplina generale sul concorso formale è espressamente esclusa dal Legislatore (ndr. art. 198, secondo comma, del C.d.S.);
2.2 ovvero la sanzione prevista per la violazione più grave, aumentata sino al triplo, in tutti gli altri casi (ndr. art. 198, primo comma, C.d.S. e art. 8, primo comma, della legge n. 689/81).
In altri termini, non sembra azzardato affermare che dalla Corte Costituzionale sia venuto, per i giudici di merito, il monito a “sfruttare” appieno il loro potere/dovere di ius dicere, consistente nel sussumere o meno le fattispecie: concrete nella previsione generale ed astratta, della norma di legge e a resistere, per quanto è possibile, alla “tentazione” di sollevare dubbi sulla costituzionalità della norma stessa, senza prima avere cercato, tra le varie interpretazioni possibili, quella più conforme alla Costituzione.
Applicando ora i principi enunciati alla fattispecie concreta, ne deriva la riconducibilità di quest’ultima all’ipotesi sopra indicata sub 1).
E’ evidente, infatti, come il caso di specie sia consistito da identiche violazioni, accertate nell’ambito dei primi mesi di avvio della limitazione (ndr. sono comprese, infatti tra il 15/01/08 e il 5/03/08) dell’Ec. – disposta peraltro con segnaletica di non chiarissimo significato.
Dalla dinamica dei fatti emerge, con tranquillante certezza, che le trasgressioni ascritte alla ricorrente hanno solo l’apparenza della molteplicità mentre nella sostanza, in quanto commesse in tempi ravvicinati e in esecuzione di un unico “atteggiamento” mentale di lettura non particolarmente attenta della nuova segnaletica, possono essere valutate come unitaria condotta di durata: ciò perché le violazioni successive costituiscono nient’altro che una scansione, diluita nel tempo, della prima, piuttosto che condotte oggettivamente e soggettivamente autonome.
Ne consegue che ad un fatto unitario, per quanto affermato dalla Corte Costituzionale, deve giocoforza corrispondere un’unica sanzione, cui, tuttavia, non esclude la molteplicità dei procedimenti di notificazione delle sanzioni, sicché la ricorrente dovrà essere condannata a pagare le relative spese. Nella contumacia di parte opposta, le spese di lite vengono compensate per intero tra le parti.
P.Q.M.
Il Giudice di Pace di Milano della nona sezione civile, in assenza di parte resistente, ritenuta la propria competenza e definitivamente pronunciando in ordine al ricorso proposto come in narrativa, così provvede:
- Accoglie in parte il ricorso proposto dal sig. Co.To. avverso nove verbali di contestazione, come meglio specificati nel foglio allegato che, siglato da questo giudicante, viene allegato al verbale e alla presente sentenza, elevati tutti dalla Pl. di Milano, e, per l’effetto, conferma solo il primo verbale – n. (omissis) del 15/01/08 – di cui dispone il pagamento nella misura del minimo edittale, oltre il pagamento delle spese di notificazione per i successivi otto che determina in Euro 11,00 ciascuno.
- Dichiara interamente compensate tra le parti le spese processuali;
- Dichiara la presente sentenza esecutiva per legge.
Così deciso in Milano il 30 aprile 2009.
Depositata in Cancelleria il 9 luglio 2009.

Articoli correlati

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
Leave a Reply