Archive for ◊ aprile, 2009 ◊

• lunedì, aprile 27th, 2009

fotografareIl Tribunale di Messina condannava l’imputato alla pena di euro 200 di ammenda per il reato di cui all’art. 660 c.p. poiché aveva ritenuto il comportamento dello stesso,  consistito nello scattare fotografie nei confronti della parte offesa e dei suoi ospiti, contro la loro volontà, mentre si trovavano nello spazio antistante la loro abitazione sul giardino condominiale, capace di costituire gli estremi della molestia.

Sia la Corte di appello che la Cassazione, hanno confermato la decisione del primo giudice.

La suprema corte, tuttavia, per casi analoghi, aveva deciso in modo diverso.

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• giovedì, aprile 23rd, 2009

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Un vero eccesso di zelo della sezione penale del Tribunale di Trieste, allorquando ha deciso di infliggere all’imputato la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per la durata di mesi due, in relazione al reato di cui al D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 186, comma 2, perchè guidava un ciclomotore in stato di ebbrezza in conseguenza di bevande alcoliche.


A quale patente di guida fa riferimento l’illustre giudice triestino ?

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• lunedì, aprile 20th, 2009

donneE’ noto che ai fini della addebitabilità della separazione, è necessario accertare se la crisi coniugale sia ricollegabile al comportamento di uno o di entrambi i coniugi e sussista un nesso di causalità tra i comportamenti addebitati ed il verificarsi dell’intollerabilità della convivenza.

La domanda di addebito della separazione, avanzata nel corso del giudizio di primo grado avanti al Tribunale di Torre Annunziata, da parte della moglie nei confronti del marito, si basava sull’accadimento di gravi circostanze poste in essere da quest’ultimo, il quale aveva mantenuto nel corso della vita coniugale, un atteggiamento dispotico e non rispettoso della dignità della moglie, alla quale aveva cercato anche d’impedire di frequentare un corso per insegnante di sostegno, rifiutandole ogni finanziamento al riguardo, prendendola a schiaffi, nonché ostacolando i suoi rapporti con la famiglia di origine, ed infine, come se non bastasse, insultandola in presenza dei figli e degli stessi parenti.

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• lunedì, aprile 06th, 2009

parcheggioIl Comune di Parma aveva proposto ricorso, basato su di un solo motivo, avverso la sentenza del Giudice di pace di Parma del 6.1.2004, con cui era stata accolta l’opposizione proposta dal ricorrente avverso verbale di accertamento della polizia municipale della stessa città, redatto su indicazione degli ausiliari del traffico dipendenti dalla società concessionaria della gestione dei parcheggi a pagamento nella zona in questione, relativo all’infrazione di cui all’art. 7 C.d.S., commi 1 e 4, per sosta vietata, peraltro nella zona oggetto di concessione di parcheggio a pagamento.

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