• lunedì, marzo 08th, 2010

caravaggioEra ora che la Suprema Corte intervenisse sulla questione, meglio a Sezione Unite; era qualche anno che la sottoscritta, e non solo io, reclamavo nelle diverse sedi processuali l’llegittimità dell’iscrizione ipotecaria effettuata da Equitalia sotto gli 8.000,00, ma i giudici di prime cure sempre sordi sono rimasti. Ora comprenderanno perchè quelle doglianze era fondate.

Con la recente decisione della Suprema Corte espressa a SU (Cass. civ. Sez. Unite, 22-02-2010, n. 4077) è stata finalmente dichiarata l’illegittimità della prassi in malam partem adottata da parte dell’Agente della Riscossione della misura cautelare dell’iscrizione ipotecaria laddove l’importo a ruolo rechi un debito inferiore alla soglia di euro 8.000,00 prescritta dalla disciplina del D.P.R. n. 602/1973.

va, quindi, rigettato al pari, d’altronde, del secondo, a proposito del quale basta rilevare che rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare, anche l’ipoteca soggiace al limite per essa stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del cotribuente non supera gli 8.000,00 Euro;

che al rigetto del ricorso consegue la condanna della spa Equitalia Polis al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in complessivi 2.700,00 Euro, 200,00 dei quali per esborsi, oltre gli accessori di legge.

continua a leggere…

• giovedì, marzo 04th, 2010

vetturaIl caso in esame propone una complessa questione teorica, ricca di implicazioni applicative.
In breve, si tratta di stabilire se il principio di affidamento trovi applicazione nell’ambito dei reati colposi commessi a seguito di violazione di norme sulla circolazione stradale

Il Tribunale di Ancona, sezione distaccata di Senigallia, aveva affermato la responsabilità di M.G. in ordine al reato di lesioni personali commesse con violazione della normativa sulla circolazione stradale.


L’imputato, alla guida di un’auto, percorrendo una strada statale, avviava manovra di svolta a sinistra per accedere ad un’area di servizio che si trovava sul lato opposto della carreggiata. Alcuni veicoli, ed in particolare un autoarticolato, che procedevano nell’opposto senso di marcia si erano fermati per favorire la manovra. In quel frangente sopravveniva, nel senso di marcia dell’autoarticolato, un ciclomotore guidato da V.M. T. che superava a destra i veicoli fermi: ne derivava l’urto tra l’auto ed il ciclomotore, a seguito del quale la V. riportava lesioni personali.

La responsabilità dell’imputato era stata ravvisata nel fatto che questi potesse prevedere la manovra irregolare oltre che altamente imprudente della vittima.

La Corte d’appello ha controvertito tale valutazione.

Si è evidenziato che la manovra posta in essere dalla ciclomotorista, oltre ad essere altamente imprudente, è vietata dall’art. 148 C.d.S.. Invece, la manovra compiuta dall’imputato era del tutto regolare

nè vi sono elementi per ritenere che egli abbia agito in modo non appropriato o a velocità elevata. Anzi, la tesi difensiva di essersi mosso con molta cautela non ha trovato alcuna smentita dalle emergenze probatorie. E’ ben vero che il conducente di un veicolo ha l’obbligo di fronteggiare anche le prevedibili irregolarità di comportamento altrui, ma “tale cautela non può spingersi sino ad imporre di prevedere comportamenti al di fuori di ogni ragionevole prevedibilità”. Nel caso di specie, non solo la manovra della ciclomotorista era imprudente, ma l’imputato ha posto in essere tutte le possibili cautele dirette ad evitare eventuali imprudenze di altri utenti, muovendosi a bassa velocità e con cautela.

continua a leggere…

• domenica, febbraio 28th, 2010

mondoLa Suprema Corte è stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità di una pronuncia del Tribunale per i minorenni di Milano con la quale era stata accolta l’istanza di un genitore per ottenere il rimpatrio del figlio minorenne. La madre, nel ricorrere per Cassazione, lamentava la falsa applicazione della Convenzione dell’Aja relativa alla sottrazione internazionale dei minori.

Il giudice di legittimità ha accolto le doglianze segnalando da subito come la finalità della Convenzione in esame sono quelle di assicurare l’immediato rientro dei minori illecitamente trasferiti o trattenuti in uno Stato contraente, dovendosi con ciò intendere il trasferimento o il mancato rientro avvenuto in violazione dei diritti di custodia assegnati ad una persona, istituzione od ente. Nel caso di specie, come emerge dalle risultanze istruttorie, la potestà è stata sostanzialmente sempre esercitata dalla madre e da più di tre anni il padre non aveva esercitato il diritto di visita sul minore: il padre, dunque, non ha esercitato in precedenza il diritto di affidamento e di visita necessario per disporre il rimpatrio.

continua a leggere…

• venerdì, febbraio 26th, 2010


assicurazioneG.L. conveniva davanti al giudice di pace di Mezzojuso B.S. e la Nuova Tirrena assicurazioni s.p.a. per sentirli condannare in solido al risarcimento del danno subito dalla sua auto a seguito di incendio dell’autocarro in sosta del B., avvenuto il (OMISSIS) nell’abitato del Comune di B.M..

Agli effetti dell’art. 2054 c.c. e della Legge Assicurazione Obbligatoria n. 990 del 1969, art. 1 (ed ora D.Lgs. n. 209 del 2005, art. 122) anche la sosta di un veicolo a motore su area pubblica o ad essa equiparata costituisce circolazione, con la conseguenza che dei danni derivati a terzi dall’incendio del veicolo in sosta, sulle pubbliche vie o aree equiparate, anche se determinato da vizio di costruzione o difetto di manutenzione, risponde: anche l’assicuratore, salvo che sia sopravvenuta una causa autonoma (ivi compreso il caso fortuito) che abbia determinato l’evento dannoso

continua a leggere…

• lunedì, febbraio 22nd, 2010

giudiceIl Giudice di Pace di Palermo ha dichiarato illegittimo il verbale di contestazione impugnato dall’opponente, in quanto non rispettoso della normativa di riferimento ex art. 202 C.d.S., prevedendo unicamente il pagamento in misura ridotta a mezzo di conto corrente postale, e pertanto va annullato in base al combinato disposto di cui agli artt. 21-octies, L. n. 241 del 1990 e 1, comma 2, L. 689 del 1981.
Il pagamento “deve” essere effettuato, alternativamente o presso l’ente accertatore, ossia il Comando di Polizia Municipale o a mezzo di versamento in conto corrente postale: queste le due ipotesi-base legislativamente previste, dunque obbligatorie in ogni fattispecie di infrazione al codice della strada.
La terza ipotesi considerata, ossia il versamento in conto corrente bancario, rappresenta una terza alternativa, obbligatoria ex lege solo “se l’amministrazione (nella specie il Comando di Polizia Municipale) la prevede”.

continua a leggere…

• venerdì, febbraio 19th, 2010

ba_sIl disposto normativo di cui all’art. 31, D.Lgs. n. 286 del 1998, nella parte in cui attribuisce allo straniero adulto la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno necessariamente temporaneo e non convertibile in permesso per motivi di lavoro, tratta non già di situazioni eccezionali o eccezionalissime, necessariamente collegate alla salute del minore, bensì, più semplicemente di motivi dal carattere grave, connessi con lo sviluppo psico-fisico del medesimo, da valutarsi avuto riguardo alle condizioni di salute ed all’età del minore stesso. Ciò rilevato, non può ragionevolmente dubitarsi che per un minore, specie se in tenera età, l’allontanamento da un genitore, con conseguente impossibilità di avere rapporti con lui o solamente di vederlo, costituisca un sicuro danno, tale da porre in pericolo uno sviluppo psicofisico, armonico e compiuto dello stesso.

continua a leggere…

• lunedì, febbraio 15th, 2010

biLa violazione alle regole normative del codice della strada indicata dal consulente del PM, che neppure i pubblici ufficiali nell’immediatezza avevano evidenziato, fonda dunque su un’ipotesi di mera congettura, pervenendo alla conclusione di richiedere all’imputato un comportamento di guida non esigibile ex ante, per l’assoluta imprevedibilità di manovra della conducente della bicicletta , immessasi nella rotonda mentre il mezzo stava transitando e il conducente, non potendola avvistare perché correttamente impegnato a verificare di dare la precedenza ai mezzi già circolanti nella rotonda, non era in alcun modo di percepire la sua presenza e adottare così qualunque manovra idonea ad evitare l’impatto.

continua a leggere…

• lunedì, febbraio 08th, 2010

cIn tema di responsabilità del medico per omessa diagnosi di malformazioni del feto e conseguente nascita indesiderata, il risarcimento dei danni che costituiscono conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento del ginecologo all’obbligazione di natura contrattuale gravante su di lui spetta non solo alla madre, ma anche al padre, atteso il complesso di diritti e doveri che, secondo l’ordinamento, si incentrano sul fatto della procreazione, non rilevando, in contrario, che sia consentito solo alla madre (e non al padre) la scelta in ordine all’interruzione della gravidanza, atteso che, sottratta alla madre la possibilità di scegliere a causa dell’inesatta prestazione del medico, agli effetti negativi del comportamento di quest’ultimo non può ritenersi estraneo il padre, che deve perciò ritenersi tra i soggetti “protetti” dal contratto col medico e quindi tra coloro rispetto ai quali la prestazione mancata o inesatta può qualificarsi come inadempimento, con tutte le relative conseguenze sul piano risarcitorio.

continua a leggere…

• lunedì, febbraio 01st, 2010

bA fondamento della decisione la Corte di merito osservava, per quel che rileva nel presente giudizio di cassazione, che l’affidamento esclusivo dei figli ad uno dei genitori doveva considerarsi come una eccezione alla regola dell’affidamento condiviso , da applicarsi rigidamente soltanto nelle ipotesi in cui esista una situazione di gravita tale da rendere detto affidamento condiviso contrario all’interesse dei figli, valutandosi tale contrarieta’ esclusivamente in relazione al rapporto genitore - figlio e quindi con riferimento a carenze comportamentali di uno dei genitori, di gravita’ tale da sconsigliare l’affidamento al medesimo per la sua incapacita’ di contribuire alla realizzazione di un tranquillo ambiente familiare. Nel caso di specie i giudici di appello rilevavano la totale inadempienza del padre, sin dal 1996, all’obbligo di versare l’assegno di mantenimento stabilito dal tribunale e la discontinuita’, desumibile dalla sentenza di separazione dei coniugi in data (OMISSIS), con la quale il D. I. aveva inteso esercitare il proprio diritto di visita, valutando detti comportamenti come altamente sintomatici della inidoneita’ del padre ad affrontare le maggiori responsabilita’ che un affidamento condiviso comportava, cosi’ da determinare proprio quella situazione di contrarieta’ all’interesse del minore richiesta dalla norma per derogare all’affidamento condiviso .

continua a leggere…

• lunedì, gennaio 25th, 2010

sIn materia di circolazione stradale trova applicazione il principio informatore della comune prudenza, a norma del quale ciascun conducente ha l’obbligo di non determinare con la propria condotta situazioni di pericolo per gli altri utenti della strada e di usare, nella guida di un veicolo, quella cautela idonea a fronteggiare le prevedibili irregolarità del comportamento altrui. Avuto particolare riguardo alla svolta a sinistra, deve rilevarsi che il conducente il quale si accinga ad impegnare un crocevia deve, tra le altre cose, prefigurarsi anche la eccessiva velocità da parte di coloro che possano sopraggiungere al fine di porvi rimedio, in quanto accadimento riconducibile alla normale prevedibilità.

continua a leggere…

• venerdì, gennaio 22nd, 2010

alE’ punibile colui che non adempie ai propri obblighi di assistenza familiare verso il minore anche se anche se vi provvede l’altro coniuge

“..che il giudice d’appello, condividendo e facendo proprie le argomentazioni e le conclusioni raggiunte dal giudice di merito, si è attenuto al principio di diritto, più volte enunciato da questa Corte, secondo cui, in tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, l’obbligo di fornire i mezzi di sussistenza al figlio minore ricorre anche quando vi provveda in tutto o in parte l’altro genitore con i proventi del proprio lavoro e con l’intervento di altri congiunti, atteso che tale sostituzione non elimina lo stato di bisogno in cui versa il soggetto passivo del quale, viceversa, costituisce la prova (ex plurimis, Sez. 6^, 21 settembre 2001, dep. 17 ottobre 2001, n. 37419, Mangatia, rv. 220713);

continua a leggere…

• lunedì, gennaio 18th, 2010

vigileCon ricorso depositato il 20.10.2003, il ricorrente proponeva opposizione presso il Giudice di Pace di Roma avverso la cartella di pagamento emessa dalla Banca Monte dei Paschi di Siena per conto del Prefetto di Roma.

Con l’unico motivo, l’opponente deduceva che la pendenza del ricorso al Prefetto di Roma avrebbe dovuto precludere l’esecutivita’ del processo verbale di contestazione del C.d.S. notificato in data 02.01.2001.
Il Giudice di pace romano, tuttavia, rigettato il ricorso.

Avverso il provvedimento, l’automobilista adiva la Suprema Corte, la quale con la decisone Cass. civ. Sez. II, 14-12-2009, n. 26173, accoglieva le doglianze del ricorrente.

continua a leggere…

• venerdì, gennaio 15th, 2010

cicognaIl giudice Antonio Scarpa del Tribunale di Salerno ha autorizzato, per la prima volta in Italia, la diagnosi genetica preimpianto e l’accesso alle tecniche di procreazione assistita per una coppia fertile portatrice di una grave malattia ereditaria, l’Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1, superando di fatto con una interpretazione in linea con la Carta Costituzionale il disposto dell’art.1 comma 2 e art. 4 comma 2 della L. 40/04 che stabilisce il divieto ad accedere alla fecondazione assistita a chi non ha problemi di sterilità.

Questa malattia causa la degenerazione e la morte motoneuronale con la conseguente inarrestabile paralisi e atrofia di tutta la muscolatura scheletrica e costituisce oggi la più comune causa genetica di morte dei bambini nel primo anno di vita, con una morte per asfissia.

Il diritto a procreare, e lo stesso diritto alla salute dei soggetti coinvolti, verrebbero irrimediabilmente lesi da una interpretazione delle norme in esame che impedissero il ricorso alle tecniche di pma da parte di coppie, pur non infertili o sterili, che però rischiano concretamente di procreare figli affetti da gravi malattie, a causa di patologie geneticamente trasmissibili; solo la pma attraverso la diagnosi preimpianto, e quindi l’impianto solo degli embrioni sani, mediante una lettura “costituzionalmente” orientata dell’art. 13 L.cit., consentono di scongiurare tale simile rischio“.

continua a leggere…

• lunedì, gennaio 11th, 2010

pLa Suprema Corte di Cassazione, nella recente decisione Cass. pen. Sez. III, (ud. 18-11-2009) 18-12-2009, n. 48516, ha accolto con rinvio il ricorso di un padre che chiedeva gli venisse applicata la scriminante in relazione al reato di violenza privata commessa nei confronti della ex moglie (i capi di accusa contemplavano anche i maltrattamenti in famiglia e la violenza sessuale legata ad altri episodi), poiché in un impeto d’ira, aveva fermato l’automobile dove viaggiavano madre e figlio per cercare di vedere e parlare con il bambino, atteso che l’ex moglie gli aveva impedito illegalmente di incontrarlo per tutto il mese di luglio.


La motivazione è poi carente anche in ordine al rigetto della eccepita sussistenza della scriminante dell’esercizio di un diritto, che era stata richiesta dalla difesa solo in relazione al reato di cui al capo C) (episodio del (OMISSIS) quando il M. aveva tagliato con la sua auto la strada a quella della C. costringendola a fermarsi) sull’assunto che la condotta era stata causata solo dall’intento di esercitare il diritto di vedere il figlio (trasportato sull’auto della donna) che gli era stato illegalmente impedito di incontrare per tutto il mese di luglio.

continua a leggere…

• lunedì, gennaio 04th, 2010

tempoIn tema di successione di leggi penali il principio dell’applicabilità della legge più favorevole al reo trova applicazione sia nel caso di maggiore severità della legge in vigore al momento del fatto, sia in caso di legge successiva più favorevole, sia, infine, in caso di legge più severa di nuovo vigente al momento del giudizio. In applicazione di tale principio il giudice ha ritenuto insussistente il reato di cui all’art. 187 co. 2° e 5° C.d.S. relativamente a fatti previsti come reato - ex art. citato - al momento della commissione, poi depenalizzati e, in corso di giudizio, nuovamente previsti come reato.

continua a leggere…